Bonus Ristrutturazione 2026: guida completa e come ottenerlo

Detrazione IRPEF del 50% sulle spese di ristrutturazione: chi può ottenerla, come fare il bonifico parlante, quali documenti conservare e gli errori che fanno perdere il beneficio.

Il Bonus Ristrutturazione permette di detrarre il 50% delle spese per lavori sulla prima casa (36% per le seconde case), fino a €96.000 per unità immobiliare, in 10 quote annuali uguali.

Il Bonus Ristrutturazione — tecnicamente la detrazione IRPEF prevista dall'art. 16-bis del TUIR — è tra le agevolazioni fiscali più consolidate per chi ristruttura casa. A differenza del Superbonus, non richiede miglioramenti energetici obbligatori e si applica a una gamma molto ampia di interventi: dalla ristrutturazione del bagno al rifacimento del tetto, dagli impianti elettrici all'installazione di pannelli solari.

Esempio pratico

Ristrutturazione bagno a Milano — prima casa — gamma media.

Spesa totale€14.000Fattura impresa
Detrazione 50%€7.000Risparmio fiscale totale
10 quote annuali€700/annoPer 10 anni nel 730

Costo netto effettivo: €7.000invece di €14.000. L'impresa viene pagata per intero, ma lo Stato restituisce la metà attraverso la riduzione dell'IRPEF dovuta.

Chi può ottenerlo

La detrazione spetta a chi sostiene la spesa ed è titolare di IRPEF. Ecco le due aliquote principali.

Più conveniente

Prima casa

50%

Abitazione principale del contribuente o di un familiare convivente. Spesa massima detraibile €96.000 per unità immobiliare. Si applica anche a locatari e comodatari con contratto regolare.

Seconda casa

36%

Immobili residenziali non adibiti ad abitazione principale. Stessa soglia massima di €96.000. Non si applica agli immobili in locazione a terzi (il locatore non può detrarre).

Nota:le aliquote indicate sono quelle storicamente consolidate. Verifica sempre le disposizioni della Legge di Bilancio dell'anno in corso, poiché il Parlamento può modificarle annualmente.

Come ottenere il bonus: passo per passo

  1. 1

    Verifica i requisiti

    Controlla che l'immobile sia residenziale e che tu sia il proprietario, il titolare di un diritto reale o il locatario. La detrazione spetta anche a familiari conviventi.

  2. 2

    Comunica l'inizio lavori al Comune

    Per la maggior parte degli interventi è sufficiente la CILA. Il tuo tecnico di fiducia gestisce la pratica; tienila tra i documenti da conservare.

  3. 3

    Paga sempre con bonifico parlante

    Ogni pagamento all'impresa deve avvenire con bonifico bancario parlante. I pagamenti in contanti, anche parziali, fanno perdere la detrazione sull'intero importo.

  4. 4

    Conserva tutte le ricevute

    Fatture dell'impresa, ricevute dei bonifici, CILA/SCIA, visura catastale. Il Fisco può richiedere la documentazione fino a 5 anni dopo la dichiarazione.

  5. 5

    Inserisci in dichiarazione dei redditi

    La detrazione viene spalmata in 10 quote uguali annuali. Inseriscila nel Modello 730 o UNICO ogni anno per 10 anni consecutivi.

Il bonifico parlante

Ogni pagamento all'impresa deve avvenire tramite bonifico bancario o postale con causale specifica. La banca è obbligata ad applicare una ritenuta d'acconto dell'8% sull'importo — è il segnale che il pagamento è tracciato ai fini fiscali.

Causale da usare (copia e adatta):

Pagamento per lavori di ristrutturazione edilizia ai sensi dell'art. 16-bis del DPR 917/86 — Fattura n. [NUMERO] del [DATA] — Ditta [RAGIONE SOCIALE] — CF/P.IVA [CODICE FISCALE] — Immobile sito in [INDIRIZZO COMPLETO]
Attenzione:non tutti i bonifici online propongono la causale pre-impostata per la detrazione. Cerca la voce "Bonifico per ristrutturazione" o "Bonifico agevolato" nella tua banca. In alternativa, rivolgiti allo sportello fisico.

Documenti da conservare

Il Fisco può richiedere la documentazione entro 5 anni dalla dichiarazione. Conserva tutto in formato cartaceo o digitale.

  • Fatture dell'impresa esecutrice dei lavori
  • Ricevute dei bonifici parlanti
  • CILA o SCIA presentata al Comune
  • Visura catastale dell'immobile
  • Dichiarazione del fornitore (per forniture >€516,46 in contanti)
  • Eventuale autorizzazione dell'assemblea condominiale (per lavori su parti comuni)
  • Abilitazioni amministrative richieste dalla normativa edilizia
  • Autocertificazione che i lavori sono stati eseguiti sull'abitazione principale (se applicabile)

Errori da evitare

Questi errori fanno decadere il diritto alla detrazione, spesso senza possibilità di recupero.

  • Pagare l'impresa anche solo in parte in contanti — si perde la detrazione sull'intero pagamento
  • Usare un bonifico ordinario invece del bonifico parlante — la banca non applica la ritenuta d'acconto obbligatoria
  • Intestare il bonifico a nome diverso da chi detrarrà la spesa
  • Non conservare le fatture per almeno 5 anni dalla dichiarazione dei redditi
  • Confondere il Bonus Ristrutturazione con il Superbonus (aliquote e regole diverse)
  • Dimenticarsi di inserire la detrazione in uno degli anni del decennio — la quota non può essere recuperata

Scopri quanto costerà davvero la tua ristrutturazione

Calcola gratis il preventivo con la nostra AI. In pochi minuti hai una stima voce per voce — già calibrata sulla tua zona — da usare come base per il bonifico parlante e per la detrazione.